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***I NUMERI DI FINE STAGIONE***

I 25 DEL QUARTO

NOME COGNOME RUOLO PRES. RETI MEDIA VOTO MVP
Manuel Lelli P 14 -22 0 0 6,11 1
Nicola Re P 12 -16 0 0 6,29 2
Sergio Della Sciucca P 0 - - - - -
 
Mauro Cacciari D-C 17 2 3 0 6,16 1
Alessandro Cavazzoni D 14 0 3 0 6,19 1
Giovanni Cazzola D 18 0 0 0 6,31 2
Gianluca Chiappetta D 11 0 3 0 6,41 1
Maikol Gardini D-C 15 1 3 0 6,04 0
Marco Lisciandrello D 16 0 2 1 6,00 0
Giulio Medini D 7 1 2 0 6,29 1
Andrea Pancaldi D-C 10 2 5 1 6,25 3
Antonio Scaramuzzi D-C 3 0 0 0 6,00 0
Angelo Vuono D-C 21 2 1 0 6,17 1
 
Lucio Fabale C 16 0 3 0 6,00 0
Andrea Lazzari C 23 0 6 0 6,28 2
Pier Luigi Lombardo C 9 0 3 0 5,93 0
Davide Merighi C-A 18 2 4 1 6,09 0
Massimo Muratori C 18 4 0 0 6,21 1
Domenico Piccone C 17 6 4 0 6,38 1
Thomas Saputo C 24 4 8 0 6,22 3
Andrea Torrente C 1 0 0 0 6,00 0
 
Tommaso Amato A 14 7 2 1 6,46 1
Simone Di Gioia A 25 1 1 0 6,00 0
Marino Ricci A 13 4 1 0 6,23 1
Alessandro Serio A 23 7 1 0 6,07 3
NOME COGNOME RUOLO PRES. RETI MEDIA VOTO MVP

04 Maggio 2010
IL CAMPIONATO SI CHIUDE CON UNA VITTORIA, NEL GIORNO DELL'ULTIMA PARTITA DELLA CARRIERA DI CAPITAN PICCONE, A CONCLUSIONE DI UNA STAGIONE DI ALTI E BASSI, DI MOLTE SODDISFAZIONI E QUALCHE RECRIMINAZIONE

A causa dell'impossibilità dell'Emilia a disputare l'incontro della 26ª e ultima giornata in programma domenica 9 maggio, la sfida viene anticipata a martedì 4, a poco più di 48 ore dalla brutta prestazione offerta dal Quarto in casa della Pontevecchio.
Il maltempo degli ultimi giorni danneggia inevitabilmente anche il terreno del centro sportivo "Raffaele Sansone" di Lovoleto, costellato da diverse pozzanghere che mettono a rischio anche i passaggi più semplici. Mister Ercolessi, nonostante il terzo posto non sia ancora in cassaforte (è necessario almeno 1 punto per evitare di essere raggiunti - e quindi superati in virtù degli scontri diretti - dal Tozzona Pedagna, impegnato anch'esso questa sera), decide di schierare una formazione con gli innesti di qualche giocatore impiegato molto di rado nel corso della stagione (come Scaramuzzi, che non giocava proprio dalla partita d'andata contro l'Emilia) o addirittura all'esordio assoluto (Torrente). D'altro canto si registra il ritorno da titolare di capitan Domenico Piccone, che coincide con la sua ultima apparizione "ufficiale" su un campo di calcio, prima di appendere le classiche scarpette al chiodo e chiudere un'intensa e prestigiosa carriera. A meno di ripensamenti estivi, si intende...
L'inizio del match è piuttosto shock: dopo 1 minuto l'Emilia si porta in vantaggio con una girata sotto misura del difensore Ginesu sugli sviluppi di un corner. Incassata l'ennesima partenza a handicap, i padroni di casa iniziano a premere sull'acceleratore e a schiacciare progressivamente gli ospiti nella metà campo avversaria, quasi incuranti del paludoso terreno di gioco. Si rivelano pericolose soprattutto le incursioni degli esterni, che arrivano al tiro sfiorando il bersaglio: bellissimo il destro a giro alla Del Piero di Merighi che centra l'incrocio dei pali. La parte del leone la recita però Pancaldi, che dopo essere andato vicino al gol in un paio di occasioni, si lancia in uno slalom tra i difensori ospiti fino a concludere la sua azione travolgente con una rasoiata a pelo d'erba che non lascia scampo a Gandolfi. E non è finita: un altro suo destro di collo pieno infrange la barriera del suono e fa tremare la traversa, che continua a vibrare ancora adesso. Ma si va al riposo sull'1-1.
L'intervallo dura ben più dei canonici 15 minuti, a causa di uno scroscio di pioggia davvero impetuoso che obbliga le squadre a ritardare l'ingresso in campo, che avviene solo dopo aver appurato che sul terreno di gioco non sia presente nessuna arca di legno con una coppia di tutte le specie animali. Anche il secondo tempo non ha pressoché storia: il prezioso filtro messo in atto dal duo Lazzari-Piccone protegge adeguatamente l'attenta difesa di casa, che rischia solo su un bel tiro di Lazzari (l'omonimo tra gli ospiti) su cui Lelli compie un intervento strappa-applausi. Dall'altra parte si continua a giocare palla bassa per gli inserimenti dei centrocampisti e i tiri da fuori (terzo e quarto legno di giornata con una stoccata di Piccone prima, e una punizione di Serio poi), e la partita si mantiene comunque su ritmi apprezzabili, considerando che l'Emilia non ha alcuna velleità e che agli 11 di Lovoleto basta il pari. Mister Ercolessi attinge dalla nutrita e valida panchina per effettuare qualche accorgimento tattico ed inserire forze fresche, e così si arriva all'85º quando l'arbitro non si fa grossi problemi nel contribuire ad interrompere la parità e a sanzionare con il rigore un intervento su Serio. Considerando la "non elevata" (chiaro eufemismo...) percentuale di realizzazione dal dischetto dell'ultimo periodo, il 2-1 non è così scontato, ma la battuta di Di Gioia è pressoché perfetta, e oltre a cancellare lo zero dalla voce "gol segnati" nel tabellino stagionale del giovane attaccante del Quarto, regala la vittoria e un ultimo sorriso ai giocatori, ai dirigenti e ai fedelissimi tifosi.
Si chiude così (almeno per noi, poiché Castel del Rio e Siepelunga sono ancora in lotta per la promozione in prima categoria) una stagione dai mille risvolti per i dragoni di Lovoleto: un'annata cominciata con la consapevolezza di poter disporre di una rosa competitiva ha regalato parecchie partite positive e vittoriose che hanno generato un clima di giusta euforia e un forte ottimismo. Il primato raggiunto all'inizio del girone di ritorno, pur fugace perché durato poche settimane, ha fatto dimenticare a qualcuno il basso profilo predicato a settembre (ribadiamo: l'anno scorso eravamo in terza categoria a giocare contro Panacea e PH Calcio...), e così le difficoltà incontrate e i conseguenti risultati negativi hanno fatto pensare a una colpevole involuzione. Tanti sono gli alibi, ma non nascondiamo le colpe: tra le giustificazioni, come non ricordare gli infortuni (anche gravi) occorsi a giocatori-cardine, le frequenti pause forzate a causa del maltempo, un calendario divenuto poi frenetico, e una serie di episodi sfortunati quando meno ce n'era bisogno. Ma, come detto, le colpe ci sono, a cominciare dall'aver ingenuamente regalato qualche match-chiave (sbagliando l'approccio e l'organizzazione in campo), passando per un mancato ricambio o alternativa in alcuni ruoli, e finendo con l'impressione (=certezza) di aver dimostrato in più di un'occasione di non essere sufficientemente compatti, in sintonia e dediti a una causa comune, insomma poco "squadra", inteso come un gruppo che si aiuta oltre ogni limite nei momenti difficili. Questo è sicuramente un punto focale su cui lavorare.
Ma ci sarà tempo per dare ampio spazio e risalto a tutte le valutazioni del caso. Ora è doveroso ringraziare tutti coloro che quotidianamente si sono adoperati per la causa della società: a cominciare dal primo tifoso per eccellenza, il presidente Paolo Rubini, impegnato in mille questioni e faccende e spesso presente al campo anche durante la settimana nonostante gli impegni lavorativi e familiari; tutti i dirigenti e tifosi (genitori, fidanzate, mogli, amici...) che ci hanno seguito sempre e comunque, da Lovoleto a Castel del Rio; mister Luca Arcari, alla conduzione della squadra per buona parte del campionato, per essersi impegnato seriamente nonostante qualche scetticismo e un inevitabile "gap" di esperienza; il D.S. (e per il finale di campionato anche mister) Eros Ercolessi, vero collante tra squadra e società e autentica e preziosa valvola di sfogo per tutti i giocatori.
Ora ci aspettano 3 mesi circa per ritemprare carattere e fisico, per poi ritrovarci ad agosto pronti per un'altra indimenticabile esperienza, per vivere rinnovate emozioni, per affrontare nuove sfide, e per scrivere un'altra pagina indelebile nella storia del QUARTO F.C.

02 Maggio 2010
SUICIDIO SPORTIVO DEL QUARTO,
CHE SI BUTTA DAL PONTE...VECCHIO

Al centro sportivo "Alberto Mario" di Bologna il Quarto è atteso dalla Pontevecchio, squadra che ha già raggiunto da tempo il traguardo di metà classifica, ma non per questo è disposta a lasciare campo libero agli avversari, anche a causa di qualche screzio accaduto in occasione della partita di andata.
Mister Ercolessi, oltre ai soliti infortunati, deve far fronte alle squalifiche di due giocatori in forma come Merighi e Pancaldi, ma mantiene l'equilibrato 4-4-2, con l'inserimento di Muratori sulla fascia sinistra di centrocampo, mentre la Pontevecchio schiera il trequartista tascabile Costa dietro le due punte.
Sotto una pioggia leggera ma costante che evita il formarsi di polveroni di sabbia stile deserto del Gobi, le squadre si affrontano a viso aperto: gli ospiti privilegiano le azioni manovrate ed elaborate (a volte anche troppo), mentre i padroni di casa rispondono in contropiede con qualche apprezzabile scambio in velocità. La prima vera occasione è di quelle gigantesche: su un cross dalla sinistra l'arbitro giudica meritevole della massima punizione l'intervento di braccio di un difensore di casa (ad essere onesti, decisione tutt'altro che ineccepibile), ma la macumba anti-rigore colpisce ancora: questa volta è Gardini a calciare debole e a farsi parare il tiro da Carlà. Poco dopo è il palo a dire di no a Lazzari sugli sviluppi di un'azione da palla inattiva sempre dalla fascia sinistra. Così, come scritto nelle più classiche regole del calcio, è la squadra ad avere rischiato di andare in svantaggio a portarsi avanti nel punteggio: da un pallone semi-innocuo su cui c'è una sfortunata incomprensione tra Lelli e Lazzari, ne segue un batti e ribatti in area fino alla stoccata vincente di Assalve. Succede così che un primo tempo che sarebbe potuto tranquillamente finire 2-0 per gli ospiti va invece in archivio col vantaggio della squadra di casa.
Nell'intervallo, mister Ercolessi ridisegna il centrocampo togliendo Fabale e inserendo Vuono, con gli spostamenti di Muratori al centro e di Saputo a sinistra. Il predominio territoriale degli orange di Lovoleto è sempre evidente, ma le occasioni scarseggiano, sia per la rarità di rifornimenti puliti per la coppia d'attacco, sia per la scarsa vena realizzativa delle punte stesse. Accade così che una Pontevecchio ciarliera e provocatrice in tutti i suoi componenti si dimostra però cinica e lesta a sfruttare i regali degli avversari: al 15º Marku si invola sulla fascia destra, viene rimontato in velocità da Gardini che però non riesce ad allontanare il pallone, il quale ritorna tra i piedi dell'attaccante, rapido ad insaccare. Lo sconforto sarebbe d'obbligo, e in effetti aleggia un senso di persecuzione misto a incredulità che farebbe arrendere chiunque; pur tra queste difficoltà, si nota però un accenno di reazione e di voglia di ribaltare il risultato, che si concretizza con la rete di Muratori, bravo e rapido a bruciare sul tempo il diretto avversario e a battere il portiere. Purtroppo la scorza del Quarto è messa a dura prova prima dal mancato pareggio di Serio, lesto a sfruttare un buco della difesa di casa ma impreciso al momento di battere a rete, e poi dal secondo gol personale di Marku, che approfitta di un non perfetto rinvio di Lelli (bravo comunque ad uscire ben oltre l'area di rigore) e indovina il tiro vincente da quasi 40 metri. A questo punto la squadra inevitabilmente si sfalda, e i battibecchi interni sul campo, oltre ad essere poco edificanti, si rivelano dei segnali di una maturità ancora da conquistare.
L'analisi finale ricalca quella di parecchie altre partite: la differenza l'hanno fatta certi episodi sfortunati, che hanno indirizzato la partita in un verso piuttosto che in un altro. Ma sarà veramente solo sfortuna? O c'è anche dell'altro? Certo, in queste ultime partite ogni errore è stato pagato a caro prezzo e spesso più del dovuto, ma è anche vero che la tendenza al regalo difensivo (puntualmente sfruttato dagli avversari) e la sorprendente e a volte snervante incapacità/sterilità offensiva spiegano molti passi falsi.
Nessun disfattismo, comunque, anche perché una nota positiva c'è: non viene da noi, però la sconfitta del Tozzona Pedagna in casa del Siepelunga ci fa mantenere i 3 punti di vantaggio sugli imolesi, preziosi e sufficienti per permetterci anche un eventuale pareggio in casa con l'Emilia (partita anticipata a martedì 4 maggio), così da conquistare matematicamente il terzo posto.

25 Aprile 2010
CONTRO IL BUDRIO LA DIFESA DEL TERZO POSTO E'... DI RIGORE

Con il recupero dell'ottava giornata di ritorno si chiude la serie di partite infrasettimanali e incontri arretrati che hanno visto tutte le squadre fare i conti con un aprile a dir poco intenso per ritmi e valore della posta in palio, sia per quel che riguarda le prime posizioni, sia per la lotta salvezza. L'obiettivo minimo del Quarto, come fortemente richiesto dalla società e dal mister Ercolessi, è quello di mantenere il terzo posto, traguardo comunque prestigioso per una neopromossa e sicuramente meritato per ciò che i ragazzi del presidente Rubini han saputo esprimere, pur tra alti e bassi, nel corso dell'intera stagione.
A far visita alla squadra di Lovoleto è il Budrio, che, pur avendo il miglior attacco del campionato, galleggia a metà classifica. Entrambe le squadre hanno qualche importante defezione, per cui i rispettivi allenatori devono rivedere un po' i propri schemi. Ercolessi sceglie un 4-4-2 particolarmente basso di statura dal centrocampo in su, puntando quindi sulla rapidità e sulla tecnica dei giocatori titolari.
L'abbondante pioggia caduta nelle ultime 48 ore ha allentato solo in parte il terreno di gioco, per cui l'insidia maggiore è il caldo, tornato ad essere quasi estivo. Gli orange di casa prendono subito in mano le redini della partita, dominando nel possesso palla e costringendo gli avversari nella propria metà campo. Ma nessuna occasione nitida. Sono invece gli ospiti a passare inaspettatamente in vantaggio con l'unico tiro in porta del primo tempo: lancio di Tebaldi che sorprende Cavazzoni e raggiunge Convertino, il cui diagonale viene respinto da Lelli proprio sui piedi di Sabbatini, che insacca a porta vuota. Il Quarto non ci sta, e reagisce con rabbia ordinata all'ennesimo voltaspalle della dea bendata. Il pareggio arriva a metà tempo: su angolo di Merighi, Saputo sfrutta la marcatura non proprio strettissima e senza nemmeno saltare fa centro di testa. Passano 10 minuti e il sorpasso si perfeziona: punizione molto defilata dalla sinistra, ancora il numero 10 del Quarto tira direttamente in porta, scavalcando il non certo impeccabile portiere ospite. La partita sembra così in discesa, anche per via della continua supremazia tecnica e territoriale dei padroni di casa; il 3-1 sembra materializzarsi poco dopo, quando Merighi viene atterrato in area e l'arbitro decreta il penalty: sul dischetto si presenta Serio, il cui destro non è però irresistibile e viene respinto da Cesari. Nell'ultima parte del primo tempo gli 11 di Lovoleto allentano un po' la pressione, e così il Budrio si fa vedere un paio di volte in area, senza riuscire però ad essere incisivo.
Nessun cambio nella ripresa, che si apre al 5º minuto con un altro rigore per il Quarto, causato da un mani in area di un difensore: nonostante l'errore precedente, si incarica della battuta ancora Serio, che questa volta cambia strategia e sceglie il tiro di potenza, e per il portiere non c'è scampo. Iniziano a susseguirsi i cambi, per provare soluzioni alternative o per sostituire giocatori infortunati: si fa male il match-winner Saputo ed entra capitan Piccone, al ritorno in campo dopo lo stiramento che lo ha tenuto fuori un mese (equivalenti a 7 partite). Le maglie delle difese si allentano, anche perché protette meno efficacemente dai rispettivi centrocampisti, e l'inevitabile conseguenza sono le occasioni che si procurano le squadre: gli ospiti si fanno vedere con un paio di azioni di Convertino (impreciso al momento del tiro, oltre a un'ottima parata di Lelli) e con uno slalom in area di Pirillo, la cui conclusione finisce a lato (troppo immobile però la difesa di casa). Il Quarto si segnala invece per le tante occasioni che crea e che più o meno sciaguratamente spreca, sia coi centrocampisti che con le punte. Il finale è ravvivato da altri due episodi: prima il Budrio accorcia le distanze con un tocco sotto misura dell'allenatore-giocatore Rambaldi, poi l'arbitro assegna un terzo rigore ai padroni di casa (anche questo per fallo di mano, e anche questa decisione appare corretta), che però Piccone calcia sulla traversa. Gli ultimi 10 minuti sono vissuti quindi con un po' di sofferenza dagli orange, ma il successo viene alla fine condotto in porto.
Nelle altre partite della giornata spicca la sconfitta interna del Siepelunga, con conseguente sorpasso del Castel del Rio. Non si ferma la marcia del Tozzona Pedagna, sempre a -6 punti (ma con una partita in meno) dai dragoni di Lovoleto. Questo significa che saranno necessari almeno 4 punti nelle ultime 2 partite per mantenere matematicamente il terzo posto, con quel barlume di speranza che si riapre nel vedere il Siepelunga a -5 punti...

21 Aprile 2010
UNA PARTITA CHE NASCE SOTTO UNA CATTIVA STELLA (AZZURRA)
VIENE RADDRIZZATA CON
ORGOGLIO E GRINTA

Gara dalle mille emozioni e contrassegnata da numerosi episodi controversi quella che è andata in scena nel quartiere imolese di Pontesanto, nel recupero infrasettimanale della 7ª giornata di ritorno. Il Quarto fa visita a una Stella Azzurra relativamente tranquilla (è a +8 sulla penultima), ma squadra sempre ostica e difficile da affrontare, soprattutto fra le mura amiche. L'obiettivo è sempre e comunque la vittoria, per cercare un sorprendente recupero sul Castel del Rio e per tenere a distanza il ritorno del Tozzona Pedagna, impegnato nelle semifinali di coppa e che pertanto posticipa il suo turno di campionato.
Mister Ercolessi attua qualche cambio rispetto alla partita di domenica col Siepelunga, sia per mischiare le carte, sia (soprattutto) per gestire al meglio le forze in quest'ultimo sprint finale, e opta per un 4-4-1-1 che punta su giocatori rapidi e veloci e sugli inserimenti dei cursori di fascia.
Pronti, via, e i primi minuti vedono una netta supremazia degli ospiti, che nonostante un irregolarissimo terreno di gioco riescono a far circolare abbastanza bene il pallone, tenendolo il più possibile rasoterra e sfruttando il forte vento che nel primo tempo è a loro favorevole. Le occasioni sono naturale conseguenza di questa supremazia: in rapida successione si registrano i tentativi di Serio (tiro a lato da buona posizione), Pancaldi (diagonale sinistro fuori di poco) e Lazzari (destro ravvicinato bloccato dal portiere). Ma la dea bendata non smette di perseguitare gli 11 in maglia oro: su un cross dalla sinistra, Roncassaglia (dimenticato dai difensori) prima sbaglia lo stop, poi svirgola il tiro, che inganna Lelli e rotola lentamente in rete. Pochi minuti dopo Serio vince un doppio duello aereo con un difensore e di testa supera Albertazzi; l'arbitro però giudica fallosa la sua azione, e annulla tra le motivate proteste ospiti. Sull'immediato capovolgimento di fronte, ancora un cross dalla sinistra: stavolta è Iarusso a godere di una certa libertà, e dal limite dell'area indovina un destro all'incrocio che vale il doppio vantaggio. Tra l'incredulità di panchina, tribuna e giocatori in campo, il Quarto si ritrova quindi a inseguire anche in questa partita, pur avendo fino a quel punto tutt'altro che demeritato. Un po' di scoramento è però inevitabile, amplificato da altri due episodi con Saputo protagonista: prima si vede fischiare un fuorigioco inesistente, e poco dopo colpisce la traversa con un tiro a campanile che poteva sorprendere il portiere imolese. Sembra un match già segnato da una sfortuna purtroppo ricorrente nell'ultimo periodo, ma i ragazzi del presidente Rubini non si perdono d'animo e sfoderano un'ottima reazione, con un pizzico di buona sorte che non guasta: al 40º Serio (in evidente posizione di offside) si invola solitario verso la porta, e con freddezza batte Albertazzi. Qualche secondo prima del fischio di metà tempo, Cacciari si guadagna una punizione dal vertice sinistro dell'area: della battuta si incarica Saputo, la cui conclusione attraversa una selva incredibile di gambe e si insacca alle spalle dell'estremo difensore di casa. Partita raddrizzata, ma soprattutto il sollievo di qualche episodio finalmente favorevole.
Nessun cambio nella ripresa, nella quale ora è la Stella Azzurra ad avere il vento a favore. Le continue occasioni rendono la gara sempre interessante e divertente, anche se si diverte meno Gardini a veder stampato sull'incrocio dei pali il suo bolide da 30 metri. Visto l'esito del compagno, Muratori sceglie allora una via diversa: serpentina tra le maglie della difesa imolese e tiro di sinistro tutt'altro che al fulmicotone che però si infila a fil di palo. La Stella Azzurra non ci sta e prova a riversarsi in avanti, guadagnando metri preziosi: dopo aver scheggiato la traversa con un tiro quasi da centrocampo che acquisisce velocità grazie al vento, si guadagnerebbe un rigore per un intervento falloso di Lelli in uscita su Riccimaccarini, ma l'arbitro lascia correre. Ciò che ingiustamente toglie, però, il direttore di gara lo regala poco dopo: Cacciari è attento a non commettere fallo alle spalle di un avversario, il quale invece stramazza a terra; rigore inventato, che Roncassaglia trasforma ribadendo in rete l'ottima ma corta respinta di Lelli sul suo stesso tiro dal dischetto. Manca ancora un quarto d'ora, Ercolessi prova a inserire forze fresche, e il risultato è una ritrovata supremazia territoriale, che sfocia in due interventi più che dubbi in area imolese su cui però l'arbitro sorvola, suscitando il malcontento ospite.
Termina così 3-3 un incontro che sarebbe potuto finire in qualsiasi modo. Certo non è un pareggio che soddisfa appieno gli 11 di Lovoleto, alla luce anche di altri 3 gol subiti, ma la capacità di far fronte agli episodi avversi lascia ben sperare per le ultime tre partite, a cominciare da quella di domenica in casa contro il Budrio.

18 Aprile 2010
LA MALEDIZIONE DEI 16 METRI:
UN QUARTO INGENUO E SPRECONE CEDE IL PASSO A UN
MODESTO SIEPELUNGA

Era la partita più importante della stagione (in realtà lo è quasi ogni domenica...), alla quale il Quarto si presenta dopo la discreta prestazione, pur senza vittoria, di mercoledì contro l'A.Mi.Ca.. Il calendario vuole che il campo interno di gara, invece del solito R. Sansone di Lovoleto, sia il Comunale di Granarolo, dalle dimensioni considerevoli e dalla consistenza compatta e regolare. La conduzione della gara è affidata all'esperto arbitro Forni, uno dei migliori della categoria.
L'inizio della contesa è equilibrato e prudente da parte di ambedue le squadre: il Quarto cerca di mettere in pratica le direttive pre-gara del mister Ercolessi che vuole un'intensa e veloce circolazione di palla, evitando il più possibile i lanci sfiancanti per le punte, che si ritroverebbero ben presto in debito d'ossigeno, se consideriamo sia la lunghezza sia la larghezza del terreno di gioco. Anche per questo motivo il modulo scelto è ancora il 4-4-2, per tentare di allargare spesso il gioco sulle fasce, con l'unica raccomandazione, per i due terzini, di stringere al centro in caso di necessità. La prima metà del tempo perciò scorre via senza particolari pericoli per i due portieri: il Siepelunga si fa vedere maggiormente in avanti, ma l'occasione migliore è del Quarto, con Serio che, in versione assist-man, vede l'inserimento di Pancaldi sulla sinistra, il quale dal vertice dell'area colpisce non in maniera perfetta, e il pallone termina alto. Alla voce "tiri in porta", quindi, nessuna delle due squadre si sblocca dallo zero. Quasi inaspettato il vantaggio ospite al 25º: su una punizione-regalo dal limite dell'area gentilmente concessa dalla difesa di casa, Impellizzeri tocca corto per Arberi, il cui destro non incontra nessuna opposizione e vale l'1-0. La reazione è immediata: dopo neanche 5 minuti Gardini raccoglie una palla vagante e di prima intenzione lascia partire una perfetta conclusione dai 25 metri che sorprende il portiere Ettore. La parità ristabilita non dura che pochi minuti: su una palla persa a centrocampo dai blu-orange di casa, la sfera perviene a Carati, furbo ad evitare il fuorigioco poiché seguito fin dentro l'area da Vuono e lesto a vanificare con un pallonetto l'uscita di Re. I padroni di casa non si demoralizzano e continuano con il loro gioco manovrato (a volte anche troppo), ma al 40º Lisciandrello valuta male un lancio profondo, e deviando all'indietro il pallone sorprende il proprio portiere Re già pronto all'uscita. L'episodio sembra condannare oltre misura e definitivamente i giocatori del presidente Rubini, ma nell'intervallo la voglia di riscatto è altissima, e la strigliata del mister pone sì l'accento sulle disattenzioni individuali, ma contemporaneamente carica la squadra per disputare una ripresa da 11 leoni (anzi, visto lo stemma della società: da 11 draghi).
E difatti il secondo tempo non ha storia: il Siepelunga ha il merito di essere una squadra esperta, ma rischia di capitolare in più occasioni, senza più riuscire ad arrivare pericolosamente dentro l'area avversaria. Saputo si costruisce benissimo un'occasione, dribblando con freddezza un difensore, però chiude troppo il sinistro che finisce a lato; Serio a più riprese potrebbe riaprire la partita, ma un po' per sfortuna e un po' per mancanza di lucidità e precisione non riesce ad accorciare lo svantaggio; anche Pancaldi recita una ripresa da protagonista, e verso metà tempo colpisce la traversa a portiere completamente battuto con un bellissimo destro a giro.
Il gol che avrebbe infuocato il finale di gara non arriva, e così finisce 3-1 per il Siepelunga. Rimane la consapevolezza di aver dominato gli avversari sul piano del gioco, ma è una magra consolazione: le partite le vincono coloro che concretizzano ciò che creano. E' doveroso recriminare su qualche errore e ingenuità individuale, ma non bisogna abbattersi: certi episodi vengono ricordati solo perché alla fine risultano decisivi; il Siepelunga ha saputo sfruttare quel poco che gli è stato concesso, e pur essendo stata soverchiata per buona parte della gara, porta a casa tre punti che la mantengono a +3 sul Castel del Rio.
Nonostante la delusione sia cocente, il Quarto ha ora l'obbligo e l'obiettivo di fare la corsa proprio sugli imolesi: 5 punti di distacco sono tanti, ma pensiamo a vincere le ultime non impossibili 4 partite, poi andremo a leggere la classifica. Con la speranza che la ruota torni a girare nel verso giusto.

14 Aprile 2010
L'A.MI.CA. NON SI DIMOSTRA
PER NULLA AMICA
E FERMA UN DISCRETO QUARTO

Il derby di via Ferrarese tra il Quarto e l'A.Mi.Ca. rappresenta per i giocatori del presidente Rubini un'importante occasione di riscatto dalle ultime opache, deludenti prestazioni. Si è in pieno ritmo di "una-partita-ogni-tre-giorni", cosicché la condizione fisica dovrebbe essere buona per entrambe le squadre; semmai qualcuno meno allenato può risentire di un po' di stanchezza, ma le motivazioni contribuiscono a sopportare meglio la fatica atletica.
Il Quarto è chiamato a voltare pagina dopo il divorzio dall'allenatore Arcari avvenuto in settimana. La squadra è affidata, da qui alla fine della stagione, all'esperta conduzione tecnica di Eros Ercolessi, già ricoperto della carica di direttore sportivo, che ben conosce ogni angolo, oggetto e persona della Lovoleto sportiva: molti giocatori, infatti, sono stati voluti fortemente proprio da lui sia l'anno scorso (con l'obiettivo di dominare il campionato e salire in seconda categoria: missione compiuta) sia quest'anno, in cui l'ambizione era di disputare un campionato di medio-alta classifica, provando a sfruttare tutto quello che di favorevole poteva presentarsi. Nonostante l'importanza della partita e la delicatezza del periodo, il neo mister non sembra (o cerca di non sembrare) eccessivamente teso e nervoso, provando piuttosto a ricaricare mentalmente una squadra certamente non al top della condizione, e a riorganizzare l'assetto tattico e la disposizione in campo, optando per quel 4-4-2 che tanti suoi giocatori sembrano apprezzare e preferire.
L'inizio di gara vede gli orange ospiti cominciare con un buon piglio, certamente a proprio agio su di un terreno di gioco non immenso e dal fondo tutto sommato regolare e connesso. I centrocampisti cercano di privilegiare la circolazione palla a terra piuttosto che il lancio lungo, anche se quest'ultima soluzione è adottata a più riprese per cercare di sorprendere una retroguardia di casa che non sembra insuperabile. Le occasioni migliori capitano proprio agli ospiti, soprattutto con i tiri dalla distanza di Gardini e Fabale, le incursioni rapide di Serio e un colpo di testa di Lisciandrello che, lasciato libero in area, colpisce troppo centralmente per sorprendere il portiere Freni. Alla mezz'ora un episodio che cambia la partita: l'arbitro (discreta e autorevole la sua direzione generale, ma troppo preso a punire le mancanze di rispetto nei suoi confronti piuttosto che i duri interventi di gioco) non sanziona un fallo a centrocampo su Merighi, il quale, ormai a terra, inveisce contro il direttore di gara; pur non essendo un'offesa plateale, ha però la sfortuna che lo stesso arbitro si trovi a pochi metri, e perciò viene espulso senza passare dal via. A quel punto, l'organizzazione tattica, già messa alla prova col cambio di modulo, subisce uno scossone non indifferente, poiché il Quarto si ritrova in costante inferiorità numerica sul settore di sinistra.
La ripresa si caratterizza per un maggiore equilibrio delle forze in campo: l'A.Mi.Ca. ha un paio di giocatori in grado di trovare improvvisamente la giocata giusta, mentre il Quarto si difende con ordine e attacca spesso con azioni manovrate per nulla affidate al caso. Sono numerose le occasioni da ambo le parti, su cui un ruolo decisivo lo giocano i due portieri: Freni è attento sulle conclusioni da fuori dei centrocampisti avversari e sulle consuete pericolose punizioni-bomba di Gardini, e quando non ci arriva lui ci pensa Baschieri a salvare per ben due volte sulla linea altrettanti gol già fatti. Senza dimenticare un pallonetto fuori di pochissimo di Serio su pregevole assist di Saputo, che ha fatto gridare al gol liberatorio. Dall'altra parte, il numero 7 di casa ha un'occasione davanti a Re, ma cicca malamente il pallone, mentre a 10 minuti dalla fine è un difensore ad avere tra i piedi un'occasione ghiottissima: il suo destro ravvicinato a botta sicura viene però letteralmente calamitato da Re, che salva il Quarto da una sconfitta sicuramente immeritata.
Negli spogliatoi, i nostri osservatori ci comunicano il pareggio tra Castel del Rio e Siepelunga, per cui i distacchi in vetta rimangono invariati. Certo, c'è il rammarico di non aver approfittato appieno dello scontro diretto delle avversarie, ma rimane la consapevolezza di aver offerto una buona prova, intensa, ordinata e divertente anche per il pubblico nonostante lo 0-0 finale. Non ci resta ora che vincere le prossime, ultime 5 partite. Facile, no?...

14 Aprile 2010
ESONERATO IL MISTER!

Alla vigilia di una partita delicatissima e spartiacque per le ambizioni di promozione del Quarto, vi invitiamo a dire la vostra in merito alla notizia dell'esonero del mister Luca Arcari.
Potete votare nel sondaggio e scrivere nel BLOG

11 Aprile 2010
LA BUONA VOLONTA'
NON BASTA:
LA BANDIERA DEL QUARTO
SVENTOLA A MEZZ'ASTA

Un punto nelle ultime 3 partite. E' il ben poco invidiabile bilancio dell'ultima settimana per i ragazzi del Quarto, che devono fare i conti con un periodo di appannamento e di involuzione, sia di gioco che di risultati. Se a tutto questo aggiungiamo il mancato aiuto della dea bendata in qualche circostanza decisiva (come il clamoroso legno colpito dopo 5 minuti) e il non poter ricorrere a un po' di turnover per far rifiatare chi sta tirando avanti la baracca da troppo tempo, ecco che questa sconfitta è presto spiegata.
Il Tozzona Pedagna era una delle squadre più difficili da fronteggiare in questo periodo: potendo affrontare la gara con la spavalderia e la serenità di chi è ormai già fuori dai giochi, mette in campo tutto il suo repertorio fatto di corsa, pressing e intensità dal primo minuto al 90º, sfruttando inoltre la tecnica e la rapidità di qualche elemento di spicco. Il Quarto può opporre un folto centrocampo (ancora una volta il modulo scelto è il 3-5-2), ma soprattutto quella grinta e determinazione di chi sa che mancano ancora troppe partite alla fine per arrendersi proprio ora.
E difatti la partenza è favorevole agli uomini di mister Arcari: da un cross di Saputo dalla destra, Lazzari riesce a colpire, pur in maniera non pulitissima, e a indirizzare la sfera verso la porta; il portiere Venturini non accenna neanche la presa, ma il pallone incoccia in pieno il palo, strozzando in gola l'urlo di esultanza degli orange di Lovoleto. Sembra il preludio a una partita in cui il Quarto può dire la sua, ma 5 minuti dopo arriva il primo campanello d'allarme: clamorosa infilata sul settore di sinistra, Stafa si presenta solissimo davanti a Re che riesce a coprirgli buona parte dello specchio della porta, respingendo il tiro. Passano due minuti e Bonetti, in area, dribbla Saputo, il quale gli appoggia una mano sulla spalla: il giocatore imolese, come centrato a morte da un colpo di kalashnikov sparato da un cecchino serbo-croato, cade esanime al suolo. L'arbitro, che non vede abitualmente la rubrica "Tutti giù per terra" di Striscia la Notizia, non riesce a cogliere l'evidente accentuazione del contatto, e decreta il rigore che Stafa trasforma. Potrebbe essere l'inizio della resa, invece tutto sommato il primo tempo scivola via con un certo equilibrio e senza interventi degni di nota dei due portieri, cosa che non va comunque a vantaggio degli ospiti, che riescono sì a controllare i pericolosi attaccanti avversari, ma arrivando a loro volta raramente a impensierire l'organizzata difesa di casa.
La ripresa comincia con la convinzione nella testa e la speranza nell'animo di poter fare qualcosa di più, e provare a ribaltare una gara che ancora una volta è iniziata in svantaggio. E finché le gambe tengono e di fiato ce n'è, il Quarto si mantiene in partita, e pur senza rendersi particolarmente pericoloso dà comunque la sensazione di poter strappare perlomeno un pareggio, un risultato forse più utile per il morale che per la classifica, ma che certamente non sarebbe da buttare via. E invece, attorno a metà tempo, sembra spegnersi gradualmente la luce; il circolo vizioso dell' "attacco in calo - centrocampo in sofferenza - difesa sotto strozzo" non è assolutamente un buon segno: i reparti si allungano, l'affanno aumenta, la lucidità inizia a scomparire, e così i rapidi giocatori imolesi vedono esaltate le proprie caratteristiche, potendo sfruttare le ripartenze e una certa freschezza atletica. Da una di queste, ancora Stafa (peraltro in sospetto fuorigioco) viene dimenticato e scatta sulla destra, ma il suo diagonale viene respinto da Re; purtroppo la sfera capita tra i piedi di Bonetti, che non ha difficoltà a ribadire in rete. Il 2-0 si materializza, e il resto del tempo vede i padroni di casa giocare ancora sul velluto della propria organizzazione e quasi spensieratezza di prestazione, mentre il Quarto stoicamente resiste, lotta e combatte come il pugile che sa di essere avviato a un sicuro K.O. tecnico, ma che si rifiuta di mollare e onora fino in fondo il match.
Finisce con una sconfitta senza appello, nonostante la sfortuna del palo dopo 5 minuti possa far nascere il desiderio e la curiosità di sapere come sarebbe finita partendo da quel gol segnato. Ma anche dopo lo svantaggio c'erano comunque 80 minuti da giocare, da affrontare, da lottare, e invece (cosa che preoccupa maggiormente) la squadra è sembrata quasi inerme e sterile di idee e occasioni. Ma sia chiaro: ciascuno deve dare il cento per cento in ognuno dei 90 minuti più recupero di queste ultime 6 partite, senza l'alibi delle assenze e con la consapevolezza di avere un calendario tutt'altro che sfavorevole, perché anche le dirette concorrenti non sono infallibili: il Siepelunga ha infatti pareggiato con la Turris, mentre il Castel del Rio ha battuto l'A.Mi.Ca. solo al 90º.
Siamo assolutamente ancora in corsa, e già mercoledì è tempo di smettere di leccarsi le ferite e pensare a disputare un match intenso e gagliardo a Ca' de Fabbri, nel derby di via Ferrarese contro l'A.Mi.Ca..

07 Aprile 2010
UN QUARTO SOTTOTONO
PERDE PESANTEMENTE IN CASA CONTRO IL BONONIA

Serata storta per i ragazzi del Quarto. Come diverse volte è accaduto, l'approccio alla partita non si rivela dei migliori, ma in questa circostanza (a differenza delle precedenti) non si verifica quella reazione mentale e collettiva che ha spesso riportato la gara sui giusti binari, permettendo recuperi inimmaginabili e ribaltamenti di risultato assolutamente entusiasmanti ed impensabili.
Tanti possono essere i fattori e le cause: sottovalutazione dell'avversario, disordine tattico, terreno che non aiuta i giocatori più tecnici, errori individuali difensivi e sotto porta, senza dimenticare la maledizione di una serie di infortuni (alcuni cronici, altri purtroppo gravi, altri ancora più lievi ma che costringono ugualmente al forfait) che riducono la rosa ai minimi termini, tanto da presentarsi a questa partita con soli 15 giocatori disponibili.
La partita si rivela ben presto complicata: il Bononia fa parte del gruppone di squadre che già a questo punto della stagione non hanno più nulla da chiedere al campionato, né tantomeno obiettivi da raggiungere: oramai ci sono solo Quarto, Siepelunga e Castel del Rio che si giocano la promozione, e le ultime tre (Boca Pegaso, San Martino in Pedriolo e Croce Coperta Turris) che lottano per non retrocedere. Ragion per cui la squadra di Corticella può affrontare serenamente la gara, al limite con il dente un po' avvelenato per la rimonta subita all'andata (da 2-0 a 2-3). Ma questo i ragazzi di Lovoleto lo sapevano. Meno prevedibile, semmai, vedere la partita incanalarsi in una direzione e non avere la sensazione di poterla raddrizzare. Non si parla di potenzialità fisiche o tecniche, quanto piuttosto di capacità di far valere quelle stesse potenzialità e qualità, surclassando o perlomeno tenendo testa a un avversario tosto da affrontare e senza problemi di formazione.
La cronaca della gara è di semplice narrazione e analisi: il primo tempo è sicuramente la chiave di volta, con il Bononia che stravince su due fronti: quello tattico e quello delle occasioni sfruttate. Per quanto riguarda i moduli in campo, gli ospiti danno un solo punto di riferimento, la punta centrale, mentre i due trequartisti si rivelano alternativamente dei centrocampisti e degli attaccanti aggiunti. Ciononostante, la differenza la fanno il cinismo e la freddezza sotto porta: le squadre hanno infatti lo stesso numero e tipologia di occasioni (vale a dire un colpo di testa solitario da dentro l'area piccola, e un'infilata in contropiede con il giocatore che si presenta a tu per tu col portiere), che gli ospiti tramutano in 2 gol, mentre i padroni di casa no. Anzi, il Quarto si rende pericoloso anche con un paio di splendide punizioni, su cui l'estremo difensore del Bononia compie altrettante prodezze. Aggiungiamoci pure un'inspiegabile indulgenza del giovane direttore di gara verso alcuni rudi interventi degli ospiti, che non fanno altro che alimentare la rabbia e il nervosismo in campo.
Nella ripresa ci si aspetta una reazione, ma la trama, lo svolgimento e l'epilogo sono invece gli stessi del primo tempo: i bianco-oro di casa sono incerti in fase difensiva, soffrono a centrocampo e sono poco incisivi davanti, mentre gli ospiti continuano a giocare nell'unico modo in cui sanno, non risparmiando entrate dure e polemiche verso il mondo intero, ma hanno il merito di concretizzare ancora due occasioni e portare a casa un risultato per loro insperato.
La sconfitta è pesante, certo. Ma l'analisi che si deve fare non può prescindere da una domanda: siamo proprio sicuri che la prestazione di stasera sia stata così peggiore di quella di mercoledì scorso a Castel del Rio o di quella precedente con la Turris? Non è forse vero che contro gli imolesi nella ripresa potevamo subire 3 gol, e quindi perdere 4-2, invece che portare a casa un ottimo pareggio? Non è forse vero che contro la debole e fragile Turris saremmo andati in svantaggio se l'arbitro non avesse loro annullato un gol regolarissimo, e abbiamo poi quasi rischiato di pareggiarla pur in doppia superiorità numerica, 11 contro 9? Il campanello d'allarme di uno 0-4 subito contro una squadra che ha 16 punti in meno è da tenere in massima considerazione, ma sarebbe pericoloso e superficiale se il giudizio finale su ogni partita venisse dato esclusivamente a seconda del risultato. Certo, sono i 3 punti che ti portano alla promozione o ti fanno rimanere in seconda categoria, ma subordinando tutta l'analisi in virtù e solo in virtù del risultato, si rischia (in caso di vittoria) di nascondere e soffocare i problemi, i difetti e le mancanze, che vengono invece pericolosamente amplificati quando si analizza una sconfitta.
Ora la cosa migliore non è tanto quella di rimanere uniti e compatti, in quanto non è questo il problema: nessun giocatore ha problemi personali con uno o più compagni, ed è strasicuro che tutti i componenti del gruppo si rispettano. La chiave, il punto focale sembra essere trovare, per queste ultime 7 partite, un modulo e un assetto tattico che permetta di sfruttare al meglio i giocatori attualmente a disposizione. Trovata questa identità (che può anche di volta in volta adattarsi in base alle caratteristiche dell'avversario: domenica c'è il Tozzona, che gioca con una punta...chi vuole scommettere sul 4-4-2 ?), siamo sicuri che non potrà nascere quel circolo vizioso delle ultime prestazioni (confusione tattica --> occasioni concesse --> gol subiti --> nervosismo reciproco).
Siamo consapevoli che sarà dura. Molto dura. Ma siamo altrettanto consapevoli di avere tutte le carte in regola per colmare questi 4 punti che ci separano dal Siepelunga e provare a vincere un campionato che, lo ricordiamo ai più smemorati, abbiamo iniziato con l'etichetta di matricola, vale a dire come neopromossa dalla terza categoria.

31 Marzo 2010
INTENSA BATTAGLIA A CASTEL DEL RIO, SPERANDO NON SIA GRAVE L'INFORTUNIO DI TOMMY

Big-match, partita di cartello, scontro d'alta classifica, quasi una finale... Potete chiamarla come volete la sfida Castel del Rio - Quarto, ma era certo che un eventuale vincitore si sarebbe avvantaggiato non poco (in termini di punti, ma soprattutto per il morale) sull'avversario. Alla fine invece finisce con un incerto e intenso 2-2, con gli imolesi che passano in vantaggio e sembrano prevalere, salvo poi subire il ritorno e un micidiale uno-due dei bolognesi che capovolgono il risultato, per poi assistere a un divertente e combattuto secondo tempo.
Ma andiamo con ordine. I padroni di casa, schierati col collaudato 4-4-2 con gli esterni che spingono molto, sembrano partire meglio e trovano il gol già al 10º minuto con un colpo di testa del proprio capocannoniere Freddi su calcio d'angolo, lesto a sfruttare lo spazio concessogli. Il Quarto però non si scompone, e benché soffra in mezzo al campo nonostante la superiorità numerica (mister Arcari rinuncia al trequartista a favore di un più coperto centrocampo a 5), trova il pareggio con un'improvvisa incursione di Cacciari, bravo a impossessarsi di un pallone vagante, superare l'immobile retroguardia avversaria e battere il portiere con un preciso destro. Ristabilita la parità, gli ospiti provano anche a sfruttare il fattore-vento, che soffia insistentemente e con forza, riportando le temperature più vicine all'inverno che alla primavera; entrambe le squadre, poi, si trovano a proprio agio su un terreno di gioco finalmente in buone condizioni, che favorisce la circolazione palla a terra e limita gli errori nei passaggi. La svolta potrebbe arrivare poco dopo la mezz'ora: Amato scatta sul filo del fuorigioco, anticipa l'uscita di Zaccherini e viene steso dallo stesso portiere con un intervento alla Bruce Lee; l'arbitro non riesce a pensare a due concetti nello stesso istante, e così giudica solamente il fatto che l'attaccante del Quarto stesse correndo più verso la bandierina che verso la porta, ed estrae il cartellino giallo, ignorando completamente la gravità dell'intervento. Insomma: sarebbe stato da espulsione anche se il fallo fosse stato commesso a centrocampo! Le condizioni di Tommy appaiono subito serie: non si rialza, non muove la gamba, il ginocchio sembra essere in una posizione innaturale, e così in campo, in panchina e in tribuna si vivono eterni minuti di ansia e preoccupazione: accompagnato negli spogliatoi tra le lacrime, verrà poi subito portato all'ospedale per valutarne le condizioni. Rimaniamo tutti in attesa di conoscere l'evolversi della situazione, ma intanto al nostro grande bomber va l'in bocca al lupo di tutta la squadra, sperando non si tratti di nulla di serio, così come va la nostra indignazione all'ignobile allenatore del Castel del Rio, che in quei minuti si rivolge all'arbitro invocando il recupero del tempo perso. Si torna a giocare, e la punizione seguente è simbolo di giustizia divina: Gardini calcia forte ma centrale, il portiere-killer si impappina e respinge corto, sul pallone si fionda Serio che di testa appoggia in rete. Vantaggio meritato e non succede più nulla fino all'intervallo, se non l'infortunio di Vuono, che deve abbandonare il campo e costringe Arcari ad effettuare già il secondo cambio (entra il redivivo Pancaldi).
Non ci vuol molto per immaginare il copione della ripresa: il Castel del Rio si getta in avanti, mentre il Quarto si difende col coltello tra i denti (avendo ora tra l'altro anche il vento a sfavore) e colpendo in contropiede. L'arbitro fatica a tenere calmi gli animi, ma per fortuna si tratta perlopiù di provocazioni verbali, e così la partita non può che essere accesa e intensa. I padroni di casa sprecano a più riprese il pareggio, ma lo trovano a metà tempo sfruttando una punizione-regalo dalla sinistra, che viene sfortunatamente "stoppata" da Serio per l'accorrente difensore Lelli, che da due passi non sbaglia. E' l'inizio di una mezz'ora in cui gli imolesi continuano a spingere, provocare e sprecare occasioni (innumerevoli le punizioni sulle quali nessuno trova la deviazione), mostrando un nervosismo non da capolista, mentre il Quarto tiene botta e riparte in più circostanze, come quando al 90º Gardini sfrutta un "buco" della difesa avversaria e si invola verso la porta, ma, entrato in area, indugia un po' troppo e viene recuperato da un difensore.
Finisce 2-2. Un pareggio tutto sommato giusto, che può peraltro far recriminare entrambe le squadre: il Quarto per qualche decisione arbitrale e per infortuni e defezioni varie, il Castel del Rio per aver avuto comunque più occasioni e non aver sfruttato il fattore-campo e gli episodi favorevoli. Negli spogliatoi arriva la notizia della vittoria del Siepelunga, che quindi passa al comando con 1 punto sul Quarto e 2 sul Castel del Rio. Dopo la pausa pasquale, inizieranno quattro settimane di fuoco decisive per stabilire quale compagine si sarà meritata la promozione in prima categoria.

28 Marzo 2010
NEL MATCH CONTRO
L'ULTIMA IN CLASSIFICA,
IL QUARTO EVITA
IL... TESTA-CODA

Tante le novità per questa decima giornata di ritorno di campionato, a cominciare dall'orario di inizio delle gare, che slitta a un più logico 15.30, permettendo quindi di sgranocchiare qualcosa all'ora di pranzo; poi il clima meteorologico, che in poche settimane passa da neve e temperature sotto lo zero a un caldo quasi estivo che tocca i 25 gradi; infine i protagonisti in campo, che, sia per un po' di turnover (Cacciari, Medini e Ricci partono dalla panchina) in vista del big-match di mercoledì prossimo col Castel del Rio, sia per defezioni dell'ultima settimana (Piccone out per stiramento, Fabale per impegni di lavoro, ma con i graditissimi ritorni di Pancaldi e Muratori), non permettono grosse scelte a mister Arcari che, con soli 2 centrocampisti di ruolo, torna al modulo 3-4-1-2.
A Lovoleto arriva la Croce Coperta Turris, fanalino di coda ma tutt'altro che spacciata (la salvezza dista solo 5 punti), dove hanno militato diversi giocatori ora del Quarto, i quali ovviamente sentono particolarmente l'incontro.
Con la classica divisa estiva bianco-oro, i padroni di casa prendono subito in mano le redini della partita, conquistando la supremazia a centrocampo e portando ben presto la sfida a un match a porta romana. Gardini e Vuono spingono sulle fasce, Merighi, Serio e Amato trovano qualche scambio interessante, Saputo cerca spesso il lancio, e così il Quarto ha diverse occasioni per sbloccare il risultato, senza però riuscire a superare l'estremo difensore ospite Valenti (il cui intervento più difficile è peraltro su un "tentativo" di autogol di un compagno). Verso la mezz'ora cambia un po' l'inerzia della gara: il Quarto allenta l'assedio e inizia a soffrire leggermente il fondo irregolare del terreno amico (riusciremo una volta a giocare su un campo decente?...), qualche palla persa di troppo permette un paio di ripartenze della Turris, che arriva addirittura al gol proprio a fine primo tempo con un contropiede finalizzato da Mezzettieri. Peccato per i neroverdi che lo stesso attaccante si trovi in fuorigioco, avendo davanti a sé solo un difensore, e non anche il portiere Re.
Scampato il pericolo, i padroni di casa provano a recuperare nell'intervallo quella lucidità e quelle energie necessarie per non incappare in un passo falso che sarebbe clamoroso. Al decimo minuto il vantaggio: punizione dalla destra di Saputo, Alessandro Serio svetta di testa e piega le mani al portiere. Palla al centro e sospiro di sollievo. Con più tranquillità, il Quarto continua ugualmente a spingere: Amato semina il panico in area e viene steso, ma dal dischetto lo stesso numero 10 si fa neutralizzare il tiro da Valenti. Il raddoppio arriva poco dopo, con una punizione a pelo d'erba dai 30 metri di Saputo, autore di un'ottima prestazione. A questo punto gli undici di casa tirano un po' i remi in barca, pensando forse anche alla partita di mercoledì, e la Turris prova il tutto per tutto, anche attaccando con 7-8 uomini contemporaneamente; su uno di questi attacchi senza molto criterio, il rilancio lungo dalla difesa di Cavazzoni trova la fuga di Amato, che viene nuovamente atterrato in area da un difensore, espulso nell'occasione. Arcari decide di lasciare l'incombenza del rigore a uno dei tanti ex, Di Gioia, la cui esecuzione viene però ancora una volta ben bloccata da Valenti. Poco male, sarà magari necessario un martedì di allenamento specifico sui tiri dal dischetto, ma la partita sembra comunque archiviata, anche per via di un'altra espulsione tra le file della Turris (Denis Serio, tra l'altro cugino del centravanti del Quarto), se non fosse per l'improvvisa rete ospite: lancio in profondità di Pinto per il subentrato Greco, che da posizione defilata lascia partire un diagonale mancino su cui Re non arriva. I minuti finali non sono quindi un completo relax, ma la difesa di casa non corre ulteriori pericoli.
Al fischio finale l'attenzione si sposta ai risultati delle inseguitrici, entrambe vittoriose. Con la consapevolezza quindi che difficilmente potranno contare sugli errori altrui, i giocatori del presidente Rubini si preparano alla trasferta di mercoledì a Castel del Rio, chiave di volta di un'intera stagione...

21 Marzo 2010
IN CASA DI UN
CORIACEO JUVENILIA,
IL QUARTO INCANTA,
SOFFRE E STRABILIA

Finalmente si torna in campo dopo altre tre settimane di stop, causato dal maltempo che quest'anno ha attanagliato l'Emilia Romagna, e per il Quarto l'inizio non è sicuramente dei più facili: infatti si ritrova subito una partita complicata, per il valore degli avversari (primi tra gli inseguitori), per l'ambiente (una trasferta in un campo ai limiti della regolarità, piccolo e angusto, in mezzo ai palazzi cittadini di Imola... una tana perfetta!), e per il terreno di gioco, sconnesso e dove il calcio è un po' improvvisazione, ancor di più di quanto possa esserlo nelle nostre categorie.
Insomma, la vigilia non è delle più benauguranti, ma l'intenzione è quella di fare bottino pieno e sperare che le altre due di testa incappino in una giornata storta, in quanto affrontano squadre di bassa classifica, anche se in trasferta. Mister Arcari, assente per motivi personali, consegna la formazione al D.S. Ercolessi, presentando un Quarto con un modulo 4-4-2 che diventa ben presto, viste le ridotte dimensioni del campo, un 4-3-3.
Partono bene gli ospiti, con degli ottimi fraseggi di prima intenzione che fanno subito capire alla squadra di casa che non sarà facile avere la meglio sulla seconda della classe; il pressing molto alto delle due punte e degli esterni non permettono alla difesa e al centrocampo imolese di giocare con tranquillità, portandoli quindi all'errore sistematico; l'ottima partenza ha subito i suoi frutti dopo 10 minuti di gioco quando Amato taglia a centro area su punizione dalla trequarti di Piccone e di piatto devia il pallone da pochi metri, battendo Berti. La seconda metà del primo tempo vede però un calo del Quarto, e di conseguenza lo Juvenilia prende coraggio: conoscendo alla perfezione il campo di gioco e le sua insidie, prova ripetuti cross in area dalla trequarti e rimesse laterali direttamente in area per la spizzata delle punte, abili nel gioco aereo; questo crea grosse difficoltà alla difesa ospite che concede alcune palle preziose che però non vengono sfruttate.
Si va quindi al riposo con il Quarto un po' in difficoltà, e l'inizio del secondo tempo ricalca la fine del primo, con lo Juvenilia ancora più intraprendente: dopo aver sbagliato un gol già fatto con Galvani a tu per tu con Re, raggiunge infine il pareggio con un colpo di testa di Franzoni su cross spiovente in area. Il risultato non sta bene al Quarto che reagisce subito al pareggio avversario, a sprazzi diventa pericoloso con degli scambi sullo stretto che portano al tiro prima Amato e poi Ricci di testa, ma entrambi non inquadrano lo specchio. Iniziano i cambi, inizia anche un nervosismo giustificabile solo a metà da parte dello Juvenilia per alcuni presunti errori arbitrali a favore del Quarto; tutto questo porta ad una serie di ammonizioni e all'espulsione del logorroico Fabbi, anche se bisogna dire che in dieci, su un campo del genere, non si ottengono grossi svantaggi. Il Quarto però ne approfitta con sano cinismo e sugli sviluppi di un calcio d'angolo il neo entrato Vuono raccoglie a pochi passi dalla porta l'assist di Lisciandrello, e riporta in vantaggio i blu-orange (eh sì, sfoggiata una nuova divisa...). Da lì in poi si aprono molti spazi ed ecco che puntuale arriva il terzo gol a dieci minuti dalla fine, quando Cavazzoni parte in cavalcata solitaria dalla difesa, porge palla ad Amato che dopo averla protetta la infila di nuovo verso il difensore del Quarto, palla dentro per il più facile dei gol dell'accorrente Serio: 3-1 e ormai partita messa in cassaforte, nonostante l'ultimo sussulto sia proprio dei padroni di casa con una bella punizione di Zaccherini a 5 minuti dalla fine.
Finisce 2-3, e a rendere ancora più gustosa questa vittoria importantissima arriva la notizia del pareggio esterno del Castel del Rio, che consente il balzo solitario in vetta alla classifica della compagine di mister Arcari, mentre il Siepelunga vince fuori casa e riaggancia la seconda posizione. Il balletto delle tre di testa continua... Come finirà? Andremo poi a leggere...

28 Febbraio 2010
IL QUARTO SUPERA
IN RIMONTA IL SAN MARTINO
E VA A "CACCIA" DEL PRIMATO

Finalmente, dopo lunghe settimane di pioggia e gelo che non hanno permesso di disputare ben 4 gare di campionato (dalla seconda giornata di ritorno fino alla sesta), i Dragoni di mister Arcari tornano a calcare il prato amico di Lovoleto affrontando l'ormai conosciutissima compagine del San Martino in Pedriolo, già fronteggiata tre volte in questa stagione tra campionato e coppa.
I dubbi sono tanti, legati alla forma fisica dei giocatori lontani dai 90 minuti per un mese intero e alle tante assenze della vigilia (Lazzari influenzato, Saputo squalificato, Chiappetta ormai ai box da gennaio, Pancaldi idem, Medini convocato ma con un solo allenamento nelle gambe nelle ultime 2 settimane), che non avran fatto probabilmente dormire sonni tranquilli al mister.
La partita inizia un po' in sordina e a ritmi bassi, forse per colpa di un terreno che, nonostante l'ottima tenuta, risulta essere allentato e presenta delle insidie per i giocatori in campo; si battaglia molto a centrocampo senza grossi sussulti per i portieri, fino a che da un fallo laterale assegnato erroneamente nasce il vantaggio ospite: la palla perviene a Scuderi che dal limite lascia partire un tiro in apparenza innocuo ma che, deviato dalla punta del piede di Gardini, diventa imparabile per Re, ormai proteso nella direzione opposta. Dopo mezz'ora e come spesso accaduto in altri match il Quarto si trova quindi in svantaggio. Ottima la reazione, almeno nei primi minuti, con due palle-gol non sfruttate da Ricci prima di testa a tu per tu con Balestrazzi su lancio di Piccone, e poi su assist di Merighi e conclusione debole deviata dal portiere; da segnalare anche una bella acrobazia dello stesso Merighi in area, ma ancora l'estremo difensore avversario riesce a smanacciare in angolo. La svolta tattica della partita arriva al 35º, con l'espulsione diretta del centrocampista ospite Trere, per una bestemmia plateale (l'arbitro applica giustamente la nuova normativa); da lì in poi il San Martino soffre l'inferiorità nella parte mediana, e riesce solo a trascinarsi fino all'intervallo.
Il secondo tempo non ha storia, giocato quasi interamente nella metà campo del San Martino, abile solo in qualche ripartenza, peraltro troppo solitaria per poter creare dei pericoli consistenti. La pressione dei padroni di casa è schiacciante, ma nonostante le 4 punte in campo non si riesce a trovare il varco giusto per sfondare il muro eretto dagli ospiti a difesa del gol di vantaggio, anche per via di una manovra un po' confusionaria negli ultimi 20 metri. Ci vuole allora una prodezza balistica di Amato, subentrato nella ripresa, che alla mezz'ora si procura e trasforma un calcio di punizione dal limite, insaccando all'incrocio dei pali. Gli ospiti sembrano accusare il colpo, il loro pressing è ormai nullo, e quindi gli spazi per alcune folate vengono aperti soprattutto dai polmoni di Cacciari e Amato a sinistra, e Vuono a destra. Gli sforzi vengono premiati dopo 10 minuti dal pareggio: proprio Cacciari (sul quale poteva essere fischiato un calcio di rigore poco prima) è lesto a riprendere una corta respinta di Balestrazzi, si accentra al limite dell'area e dopo aver vinto un rimpallo lascia partire un tiro sporco che rotola lentamente oltre la linea di porta per il vantaggio meritato dei 'blancos'.
Gli ultimi minuti scivolano via senza altri episodi di rilievo e la squadra del presidente Rubini può così festeggiare la prima vittoria nel girone di ritorno dopo il pareggio della prima giornata. Negli spogliatoi, il sempre aggiornatissimo D.S. Ercolessi aggiorna tutti in tempo reale sul mezzo passo falso casalingo del Siepelunga contro il Bononia; vince solo il Castel del Rio, che ha ora due punti di vantaggio sul Siepelunga e uno solo sul Quarto.
Tre squadre in due punti, la sfida continua...

24 Gennaio 2010
CONTRO IL BOCA LA VITTORIA
SFUMA AL 93º

Dopo la lunga pausa invernale (sette settimane di stop del campionato), nella quale comunque non sono mancati duri allenamenti e impegnative amichevoli, è tempo di rituffarsi in pieno clima agonistico, con l'inizio del girone di ritorno.
Sul campo del Pilastro (un terreno di gioco bello più che altro dall'esterno, poiché tutti i 22 giocatori in campo han dovuto fare i conti con rimbalzi del pallone assolutamente imprevedibili) la terzultima in classifica Boca Pegaso ospita il lanciato Quarto, concentrato a non perdere terreno dal duo di testa Castel del Rio - Siepelunga.
Mister Arcari cambia ancora modulo e formazione, proponendo un 4-3-1-2 con Merighi nel ruolo di trequartista. Il primo tempo è caratterizzato da una certa difficoltà ad arrivare al tiro da parte di ambedue le compagini, cosicché il gioco ristagna prevalentemente a centrocampo; gli ospiti mettono in mostra un maggiore tasso tecnico, utile però solo a superare gli avversari alla voce "possesso palla", e, oltre a qualche pregevole triangolazione o sovrapposizione degli esterni, la partita è avara di emozioni. Sono due le azioni degne di nota di tutto il primo tempo: al 20º un ottimo cross dalla sinistra permette a Ricci di staccare indisturbato di testa appena fuori l'area piccola: l'impatto non è però dei più felici, e la sfera termina a lato. Pochi minuti dopo è Bernardoni a sfruttare una sbavatura della difesa del Quarto e a presentarsi a tu per tu con Re, ma incredibilmente litiga col pallone, permettendo il recupero dei difensori.
Dalla tribuna si ha la sensazione che il secondo tempo non potrà essere memorabile, e l'inizio della ripresa conferma l'opinione generale, con l'aggravante del freddo micidiale che surgela spettatori, panchinari e dirigenti, e a poco sarebbe servito il thè caldo che le squadre NON ricevono... Ma la rivoluzione che Arcari organizza a metà ripresa, cambiando completamente volto al tridente d'attacco nel giro di 10 minuti, sembra ottenere gli effetti sperati: il baricentro del Quarto si alza ulteriormente, la tecnica di Piccone e di Saputo insieme alla grinta di Lazzari permettono una certa supremazia ospite a centrocampo, e la difesa tiene senza troppi patemi (da segnalare per il Boca solo un rigore reclamato per un intervento di Piccone su Riccimaccarini). La svolta alla mezz'ora: lancio filtrante in fascia di Saputo, Amato riesce ad eludere la trappola del fuorigioco rientrando in tempo sulla linea dei difensori per poi scattare sulla sinistra, converge al centro e infila Mastrocola in uscita. A quel punto i padroni di casa provano a dar fondo alle ultime energie e si riversano nella metà campo del Quarto, senza però creare seri pericoli. Quando ormai la vittoria sembra raggiunta, in pieno recupero la difesa ospite lascia troppo spazio a Bernardoni in area: la punta ex Sala Bolognese e Porta Stiera riesce a servire di tacco l'accorrente Donvito, che insacca imparabilmente alla sinistra di Re.
La beffa è grande, e il pareggio (pur non scandaloso) lascia un bel po' di amaro in bocca alla squadra del presidente Rubini. Le notizie arrivate nel dopo-gara (pareggio interno del Siepelunga e sonora sconfitta casalinga del Castel del Rio) restituiscono un po' il buonumore nell'animo dei gladiatori del Quarto, ma aumentano la sensazione di aver sprecato una buona occasione per ritrovarsi da soli in testa alla classifica.
Ora la mente è già proiettata al big-match di domenica prossima: Quarto - Siepelunga vale una grossa fetta di primato...

06 Dicembre 2009
NEL PANTANO DI PONTE RIZZOLI,
IL QUARTO NON VA OLTRE
LO 0-0 CON L'EMILIA

Il girone di andata si chiude con la trasferta del Quarto sul campo dell'Emilia di mister Galletti, amico ed ex compagno di squadra del D.S. Ercolessi e di qualche giocatore del Quarto. Si gioca su un campo al limite della praticabilità, soprattutto nel settore centrale, mentre sulle fasce il terreno è leggermente migliore.
Arcari, a causa di numerose defezioni, ripropone il 4-3-1-2 di inizio stagione, con Merighi dietro le due punte Ricci e Serio, e la novità Scaramuzzi sull'out sinistro.
La partita, nonostante il netto divario in classifica, è molto equilibrata, soprattutto perché, su un terreno simile, gli ospiti non possono far valere il loro maggiore tasso tecnico. Le occasioni sono sporadiche, frutto di errori individuali che portano al tiro prima Ricci, poi Saputo, ma la mira non è delle migliori. Il Quarto prova a costruire gioco e a non affidarsi esclusivamente al lancio lungo, ma iniziano a formarsi le prime pericolose pozzanghere ferma-palloni, e ogni controllo o passaggio diventa un problema. Sul finire del primo tempo, l'Emilia costruisce l'occasione più nitida dell'intera partita, con un'azione sulla destra conclusa da un cross per Lazzari, il cui tiro a botta quasi sicura viene deviato da un ottimo intervento del sempre reattivo Re.
Le squadre rientrano in campo senza sostituzioni, e la musica non cambia: il terreno penalizza la circolazione di palla, stroncando sul nascere ogni tentativo di avvio della manovra da parte di entrambe le squadre. I primi cambi arrivano solo a metà tempo: dentro Di Gioia e Amato, e qualcosa si inizia a vedere: proprio Di Gioia lavora bene un pallone sulla sinistra, mette in mezzo ma Ricci viene anticipato da un difensore. Le gambe cominciano ad essere pesanti, e le squadre cercano sempre meno di imbastire qualcosa palla a terra, a favore di lanci a scavalcare il centrocampo; le difese hanno spesso la meglio sugli attaccanti, che riescono sempre meno a dialogare. Il campo scivoloso, però, aumenta anche il numero dei falli, e così le occasioni migliori capitano da palla ferma: i padroni di casa hanno due buone chances, che però sprecano non inquadrando la porta, mentre gli ospiti si rendono pericolosi con un contropiede concluso da Saputo con un tiro di poco alto. Da segnalare infine un possibile rigore a favore del Quarto: ancora Saputo viene atterrato al limite dell'area, o forse dentro; l'arbitro però concede solo la punizione, che Amato calcia appena alta.
Lo 0-0 non può soddisfare la squadra del presidente Rubini, ma non era una partita facile, e nonostante la buona volontà e gli sforzi profusi, il risultato è tutto sommato giusto. Il punto guadagnato consente comunque al Quarto di avvicinare il Siepelunga, sonoramente sconfitto in casa dallo Juvenilia per 3-1, e adesso in vetta alla classifica c'è il Castel del Rio, che ha piegato il Budrio.
Ora il campionato va in archivio per un mese e mezzo: si riprenderà il 24 gennaio con la trasferta in casa del Boca Pegaso.
Per il momento,

29 Novembre 2009
BASTANO DUE ACUTI
E IL QUARTO PIEGA UNA PONTEVECCHIO CHE FINISCE IN 9

Per la dodicesima giornata di campionato va in scena a Lovoleto il match tra il Quarto, squadra di casa, intenzionata ad allungare la striscia di vittorie consecutive, e la Pontevecchio, aggrappata alla speranza di riempire il vuoto creatosi tra le prime tre in fuga e il gruppone delle inseguitrici.
La formazione di mister Arcari, "costretta" all'ultimo momento a vestire la maglia bianca, scende in campo con il solito 3-5-2. L'approccio alla partita è di quelli giusti, soprattutto a livello di intensità e pressing; gli avversari (forse sopravvalutati prima della partita, in virtù dei punti in classifica) non sono pericolosi in fase offensiva, decisamente poco produttivi e senza idee di rilievo a centrocampo, e piuttosto vulnerabili in difesa. Al 5º c'è già la prima occasione per i padroni di casa: Amato, lanciato da Fabale sul filo del fuorigioco (o forse oltre...), si presenta a tu per tu col portiere, il quale però riesce a non farsi superare. Ma al 20º, al primo vero affondo, arriva il gol: punizione sulla fascia destra, batte Piccone e Serio di testa insacca l'1-0, tra le proteste immotivate degli ospiti che da lì in avanti iniziano ad intonare una cantilena infinita con l'arbitro e gli avversari, protestando per qualunque decisione. La partita di conseguenza diventa molto spezzettata, con diversi falli e tensioni evitabili dovute al continuo mugugnare dei giocatori; da segnalare solo un paio di occasioni per il Quarto: una conclusione di poco alta da parte di Amato, che si libera al limite e scaglia un fendente verso la porta difesa da Carlà, e quasi allo scadere una bella parata del portiere ospite su punizione defilata battuta da Piccone.
Il secondo tempo non si discosta molto dal primo, con la panchina della Pontevecchio in continuo lamento verso qualunque decisione arbitrale, così che la squadra di casa inizia a gestire agevolmente il match, senza troppi sussulti. Le occasioni arrivano soltanto quando, espulso Scaramuzzino per proteste, si aprono degli invitanti spazi in contropiede: in uno di questi, ancora Amato si invola palla al piede, entra in area ma qui si fa recuperare colpevolmente dal difensore, tergiversando troppo sulla conclusione. Merighi invece prova un paio di accelerazioni fulminee sulla sua fascia, in una delle quali, entrato in area, viene atterrato e l'arbitro non può che decretare la massima punizione. Batte Piccone e realizza il 2-0 della sicurezza, anche se, a dire il vero, molti patemi alla squadra di casa non erano mai venuti fino a quel momento. Ultima spinta d'orgoglio della Pontevecchio nel finale, ma Re è attento e ferma più volte gli attaccanti avversari con le sue caratteristiche "uscite a valanga". La partita si chiude con una seconda espulsione per la Pontevecchio: a farne le spese è Consolini, per fallo di reazione su Chiappetta.
La prova della squadra del presidente Rubini non è stata forse delle migliori, ma affrontare una squadra scorbutica come la Pontevecchio non era facile, e l'importante è sempre aggiudicarsi l'intera posta in palio. I valori in campo erano evidentemente a favore del Quarto, che quando ha voluto accelerare ha fatto male agli avversari.
Il trio di testa non perde così un colpo, con il Siepelunga che si impone in casa del Tozzona Pedagna e si porta a quota 30, e il Castel del Rio che espugna Pontelungo (campo della Stella Azzurra), rimanendo appaiato al Quarto a quota 28. Restano invece ferme a 18 punti le inseguitrici più vicine, e di conseguenza, salvo clamorose rimonte, la classifica ad una giornata dal giro di boa sembra dire che il campionato sarà una questione a tre.

22 Novembre 2009
UN COLPO DI TACCO DI MEGA
STENDE IL TOZZONA PEDAGNA, SCONFITTO 2 VOLTE IN 4 GIORNI

Per l'undicesima giornata di campionato, il Quarto riceve gli imolesi del Tozzona Pedagna, affrontati appena 4 giorni prima in coppa Emilia (il Quarto si è imposto per 3-1, ma a passare il turno sono stati gli ospiti, in virtù del 2-0 dell'andata).
Lo scontro è di quelli d'alta classifica (i padroni di casa sono secondi, gli imolesi sono quarti), e difatti i valori in campo sembrano equivalersi: primo tempo appannaggio del Quarto, nella ripresa leggera supremazia del Tozzona. Ma andiamo con ordine.
Dopo soli 10 minuti, gli uomini di mister Arcari hanno la possibilità di sbloccare il risultato: Merighi, appena entrato in area, si guadagna un rigore a causa di un intervento maldestro di un difensore; in mancanza di capitan Piccone, si incarica della battuta Amato, il cui tiro è però ben respinto da Venturini. I padroni di casa non sembrano risentire dell'errore, ma 5 minuti più tardi un errato posizionamento difensivo consente a Darcante di presentarsi solo davanti a Re (che oggi sostituisce Lelli): l'impatto con il pallone non è però dei migliori, e il tiro finisce alto. Scampato il pericolo, i giocatori in maglia nera (nuova muta, per l'occasione) ricominciano a macinare gioco e creare azioni da gol, fino ad arrivare al 20º, quando un autentico show di Lazzari dal vertice destro dell'area fa venire il mal di testa alla difesa imolese, cross basso in mezzo e ancora Merighi brucia sul tempo il diretto avversario e di tacco batte Venturini. Non è finita qui: appena due minuti dopo, Amato riceve un pallone al limite dell'area, lo controlla al volo e in semi-rovesciata batte ancora il portiere. La prodezza viene però (giustamente) annullata per via di una mano galeotta con cui l'attaccante del Quarto si è aggiustato il pallone (Henry ha fatto scuola...). Intorno alla mezz'ora gli ospiti si rendono pericolosi con una conclusione di Figna, ma Re è attento e sventa la minaccia.
A un così intenso primo tempo, non segue una ripresa all'altezza: i giocatori di mister Arcari arretrano progressivamente il baricentro, e il Tozzona guadagna campo e fiducia. Purtroppo per gli imolesi, le numerose assenze (soprattutto in attacco) si fanno sentire, e così i pericoli per il Quarto arrivano da qualche sbavatura difensiva: il portierone Re, però, è insuperabile, e in due occasioni compie altrettante prodezze che salvano il risultato.
Con una buona dose di sofferenza, quindi, il Quarto porta a casa tre punti preziosi, che gli consentono di non perdere terreno dal Siepelunga (ancora a + 2 in classifica) e di rimanere a pari punti del Castel del Rio. Salgono a 7, invece, le lunghezze di vantaggio sulla Pontevecchio (sconfitta in casa) e sul Tozzona stesso.
E domenica prossima, a far visita alla squadra del presidente Rubini arriverà proprio la Pontevecchio: sicuramente un avversario da prendere con le molle, ma il Quarto vorrà assolutamente continuare la striscia di 4 vittorie consecutive.

15 Novembre 2009
TRE PUNTI SUDATI IN CASA DELLA TURRIS: 1-0 FIRMATO PANCALDI

All'Arcoveggio di Bologna scendono in campo per la decima giornata di campionato il fanalino di coda Croce Coperta Turris e il Quarto.
Partita sulla carta agevole per gli undici allenati da Arcari, ma i tanti ex Turris presenti nella rosa allestita dal D.S. Ercolessi aumentano il livello psicologico ed emotivo della gara, fattore sempre insidioso per la squadra potenzialmente più forte. A condire questo scenario d'amarcord contribuisce anche la buona prova e la vittoria in trasferta della settimana precedente da parte della Turris. Arcari, viste anche le dimensioni del campo da gioco, si affida ad un modulo 4-3-1-2, schierando una difesa in linea con la novità dell'arretramento di Lazzari e un centrocampo a rombo che vede Muratori dietro alle due punte Amato e Serio.
La partita comincia con l'evidente superiorità tecnico-tattica del Quarto: i primi 20 minuti si contraddistinguono per un ottimo fraseggio da parte degli ospiti, che portano alla conclusione prima Muratori (dopo una bellissima azione corale, il tiro a colpo sicuro dal vertice dell'area piccola incredibilmente sfiora il palo e finisce sul fondo), poi Amato, che, servito da Serio, a tu per tu con Valentini non angola bene la conclusione, permettendo al portiere di salvare il risultato con un'agevole parata. Inevitabilmente, non arrivando il gol, si scaldano un po' gli animi in campo, e così si accendono diverse scaramucce individuali tra avversari, con l'arbitro che fatica a gestire la situazione e il susseguirsi di falli non proprio ortodossi, che spezzettano la partita e fanno correre il cronometro al 45° senza nulla di rilevante da segnalare.
Il secondo tempo riparte con lo stesso canovaccio del primo, ma il terreno dell'Arcoveggio, di maggiori dimensioni rispetto ai soliti campi calpestati la domenica, fa sì che le energie profuse si raddoppino, con conseguente allungamento dei reparti delle due squadre. La Turris prende anche in mano il pallino del gioco e quasi beffardamente rischia di andare in vantaggio: un pallone buttato in area, facile da intercettare, viene fatto sfilare da Chiappetta, permettendo a un attaccante verde-blu di trovarsi solo davanti a Lelli, ma il pallonetto finisce di poco alto. Arcari inserisce Pancaldi e passa ad un 4-4-2 classico, cercando la spinta sulla fascia del neo entrato. Dopo un paio di occasioni sfumate in mischia e su calcio piazzato, da un batti e ribatti in area arriva la stoccata vincente proprio di Pancaldi, che festeggia così il rientro dopo un mese di stop per infortunio, realizzando il suo primo gol stagionale. Dopo il vantaggio, iniziano i cambi a completare la passerella e a dare visibilità agli ex in campo; il Quarto addomestica abbastanza bene il risultato, con Amato che difende diversi palloni e guadagna falli e rimesse che permettono di arrivare al recupero e alla conclusione del match senza troppi patemi.
La squadra del presidente Rubini conquista così altri tre punti, ottenendo la settima vittoria in campionato su dieci incontri disputati, e soprattutto agguanta il Castel del Rio (fermato sul pari dall'Emilia) al secondo posto in classifica, a due lunghezze dalla capolista Siepelunga Bellaria, vittoriosa a Budrio.
Ora l'attenzione si sposta a mercoledì per il ritorno della semifinale di coppa Emilia (rimandato dalla scorsa settimana) contro la squadra imolese del Tozzona Pedagna, che (ironia della sorte!) arriverà nuovamente a Lovoleto ad affrontare gli undici di casa anche per l'undicesima giornata di campionato, prevista per domenica prossima.

08 Novembre 2009
SOFFERTA VITTORIA DEL QUARTO CONTRO LO JUVENILIA: DECIDE UNA DOPPIETTA DI TOMMY

Per la nona giornata di campionato il Quarto riceve gli imolesi dello Juvenilia, squadra ben organizzata e con ottime individualità, lo scorso campionato protagonista dello stesso girone con un ottimo secondo posto, dietro soltanto all'ammazza-campionato Borgo Tossignano.
Mister Arcari manda in campo il consueto 3-5-2, praticando un po' di turnover in vista dell'impegno infrasettimanale in coppa Emilia contro il Tozzona Pedagna. I primi 15 minuti di gara sono tutti a favore della squadra ospite, anche a causa della solita partenza un po' in affanno del Quarto, che cerca di arginare la foga agonistica degli avversari. Due belle e pericolose conclusioni di Galvani vengono fortunatamente neutralizzate da Lelli, ma (come spesso capita dall'inizio del campionato) la squadra di casa alla fine paga queste false partenze, subendo il vantaggio ospite al 15º: lungo rinvio del portiere imolese, la palla sorvola tutte le teste in campo rimbalzando alle spalle della linea difensiva, Galvani si incunea e con un tocco di giustezza infila Lelli, un po' indeciso nell'uscita. Da lì si inizia a vedere in campo il vero Quarto, che prende il pallino del gioco a centrocampo e, seppur con poco ordine, cerca di trovare subito il pareggio, mettendo alle corde la squadra ospite. La prima occasione nasce da un cross di Saputo sul secondo palo, Cacciari di testa fa sponda all'indietro per l'accorrente Piccone che colpisce a colpo sicuro, ma il portiere devia fortunosamente con i piedi il pallone. Poi una serie di ottimi palloni in area che nessuno però degli uomini in maglia oro riesce a concretizzare. Continua il forcing del Quarto fino alla chiusura del primo tempo, quando Di Gioia addomestica un pallone, si gira e infila un assist perfetto per Amato, che salta il portiere e deposita in rete il meritato pareggio.
Rientrati in campo per il secondo tempo, cambiano alcuni uomini ma non il tenore della partita, sempre giocata a ritmi elevati. Il Quarto sembra essere costantemente in grado di far male: azione corale dei giocatori del presidente Rubini, palla in fascia per Merighi, cross perfetto per Serio che vola in alto a colpire di testa, il portiere risponde ancora miracolosamente deviando in angolo. Al 10º punizione defilata per i padroni di casa, tira Amato che beffa il portiere ospite con un tiro insidioso che rimbalza sul terreno viscido e si insacca, per completare la rimonta del Quarto. Gli imolesi ormai hanno poche idee, il colpo è pesante (così come il campo), ed iniziano a buttare palloni nella metà campo avversaria alla ricerca di un errore della linea difensiva di casa, che invece regge benissimo l'urto e fa ripartire degli ottimi contropiede, da uno dei quali nasce una ghiottissima occasione per Saputo servito sulla corsa da Amato: conclusione di piatto e deviazione ancora una volta del portiere in angolo. Si arriva al triplice fischio dopo 5 minuti intensi di recupero.
Il Quarto ottiene una importantissima vittoria e continua la serie di risultati positivi (l'ultima sconfitta risale alla partita con l'A.Mi.Ca.). Raggiunge quota 19 punti e mantiene 2 soli punti di svantaggio dalle prime della classe Castel del Rio e Siepelunga, distanziando invece Pontevecchio, A.Mi.Ca. e Stella Azzurra, tutte sconfitte.

01 Novembre 2009
IL QUARTO ESPUGNA IL CAMPO
DEL BUDRIO CON UNA
PARTITA ATTENTA E ORDINATA

Ottava giornata di campionato: va in scena, sul campo di Vedrana, l'incontro tra la formazione locale del Budrio (partito in modo deludente rispetto alle ambizioni iniziali, e che vuole provare ad ingranare la marcia giusta per riagganciare le prime della classe) e gli ospiti del Quarto, che nonostante lo scivolone infrasettimanale di coppa vuole proseguire la scia di due vittorie consecutive in trasferta. E' anche lo scontro tra i 2 attacchi più prolifici del girone.
Arcari mette in campo il solito 3-5-2 con alcune novità, come l'inserimento a centrocampo di Fabale, il ritorno dal primo minuto di Cacciari sulla fascia sinistra e l'esordio da titolare in campionato di Merighi. L'incontro inizia un po' in sordina, con le due squadre che sembrano studiarsi e non affondano più di tanto i colpi; di certo il campo non aiuta entrambe, ma soprattutto il Quarto, che a differenza degli avversari non può contare su giocatori fisici e forti di testa. Da segnalare il cambio tattico di Arcari dopo 20 minuti, quando toglie Merighi (poco servito) dalla trequarti e passa ad un classico 4-4-2 (non molto gradito da Muratori, spostato sulla fascia).
Lo scialbo primo tempo offre solo un paio di tiri dal limite su punizione di Amato, e un'azione pericolosa costruita sull'asse Merighi-Di Gioia e conclusa di poco a lato ancora da Amato. Il Budrio, volenteroso ma evanescente, non riesce mai ad essere pericoloso, ad eccezione di una bella azione personale di Convertino.
Nel secondo tempo il Quarto ritorna al 3-5-2, ma quello che cambia veramente è lo spirito più propositivo, alla ricerca del gol. Il Budrio dopo pochi minuti cala fisicamente e visibilmente a centrocampo, e così gli uomini di Arcari ne approfittano, cominciando a giocare palla a terra e facendo girare a vuoto la mediana avversaria. Muratori si piazza tra le due linee e rende la vita difficile alla difesa avversaria, finché dopo 10 minuti un lancio di Fabale pesca Amato, ottimo movimento e assist filtrante in area per l'accorrente Muratori, che da posizione defilata insacca all'incrocio dei pali il meritato gol dello 0-1. Nonostante lo svantaggio, il Budrio non sembra in grado di portare seri pericoli agli ospiti: solo una punizione dal limite di Di Pierno fa venire i brividi all'undici di Arcari, ma la palla sfiora il palo e finisce sul fondo. La differenza di gioco e la supremazia tattica e fisica sono ormai evidenti, e le forze fresche buttate in campo dal mister (Saputo, Lombardo, Serio) danno un contributo importante al mantenimento del vantaggio; Serio ha subito un'occasione su tiro-cross di Amato, ma da due passi manda di poco alto. Qualche minuto dopo Lombardo affonda sulla fascia, ottimamente innescato da Muratori, pennella al centro un cross con il contagiri per Amato che brucia sul tempo il suo marcatore e infila di testa imparabilmente. A questo punto la partita scivola via fino alla fine senza altri sussulti degni di nota.
Tirando le somme, si tratta di una vittoria meritata per il Quarto, che ha saputo imporre il proprio collettivo e non ha perso la testa per il vantaggio che tardava ad arrivare. Alla luce dei passi falsi di Stella Azzurra e A.Mi.Ca., la squadra del presidente Rubini si porta al terzo posto con 16 punti, a sole due lunghezze dalla coppia di testa Siepelunga e Castel del Rio.
Ora si pensa a domenica prossima: a Lovoleto arriva lo Juvenilia, e i tre punti dovranno essere cercati e ottenuti a tutti i costi...

25 Ottobre 2009
PROVA DI CARATTERE DEL QUARTO
IN CASA CON LA STELLA AZZURRA: UN PAREGGIO GIOCANDO PER UN'ORA IN INFERIORITA' NUMERICA

Scontro ad alta quota in scena a Lovoleto per la settima giornata di andata: il Quarto a 12 punti affronta la sorpresa Stella Azzurra, seconda dopo sei giornate con 13 punti, dietro la capolista Si.Be. Arcari manda in campo: Lelli, Chiappetta, Vuono, Cazzola, Lisciandrello, Lazzari, Muratori, Piccone, Ricci, Amato, Saputo, un 4-4-2 classico disegnato per questa partita, a differenza del 3-5-2 delle ultime uscite.
Parte bene il Quarto, spavaldo e sicuro dei propri mezzi: alcuni buoni fraseggi portano se non altro timore agli ospiti, bravi però a non scoprirsi e cercare di sfruttare l'unica arma rimasta a loro disposizione, vale a dire le ripartenze veloci e i cambi di gioco repentini. La partita non ha molti sussulti fino a quando un errato retropassaggio verso la difesa di Piccone permette alla punta avversaria Roncassaglia di infilarsi in area e steso (da moviola: guarda il video dell'azione) da Lisciandrello, induce l'arbitro Medici a decretare il calcio di rigore e l'espulsione del difensore del Quarto. Questa la cronaca dell'azione, peccato che l'arbitro non abbia fischiato il fallo netto su Piccone, disturbato nel passaggio piuttosto semplice da eseguire (il calzettone dovrà essere ricucito da una sarta in vista di domenica prossima). Arcari corre ai ripari, indietreggiando sulla linea di difesa Lazzari, duttile e già collaudato da centrale difensivo, e passando a tre a centrocampo, stringendo sia Saputo che Muratori, in precedenza esterni di centrocampo. La partita, nonostante i padroni di casa siano in dieci uomini, continua sulla stessa linea dei primi minuti; nessuno nota il gap numerico, ma purtroppo le occasioni di tiro rimangono scarse.
Il secondo tempo inizia con lo stesso piglio: gli arancioni non si sbilanciano troppo alla ricerca disperata del pareggio e continuano a fare gioco, fraseggiare, producendo diverse azioni da gol non concretizzate al meglio verso la porta avversaria. Il pareggio arriva, finalmente, solo a metà della seconda frazione, grazie ad un calcio di punizione guadagnato dal neo entrato Merighi e battuto da Piccone direttamente in porta: nulla da fare per il portiere ospite. Arcari prova a cambiare qualcosa con i cambi e le sostituzioni, passando ad una difesa a tre e aggiungendo un uomo a centrocampo, alla ricerca della vittoria; da segnalare, fino alla fine, diverse situazioni favorevoli in area ospite con Amato (che reclama un rigore apparso evidente) e alcune punizioni dal limite, sempre per il Quarto, purtroppo non sfruttate, e così il risultato non cambia. Per la cronaca, fanno il loro ingresso in campo nel secondo tempo Gigi per Muro, Digio per Marino, e Mega per Angelo.
La partita finisce con la divisione della posta in gioco; il Quarto e mister Arcari possono essere soddisfatti per la reazione in inferiorità numerica, un po' meno per l'occasione, sprecata, di aggancio alla vetta della classifica.

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